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domenica, 15 giugno 2008
Supponendo anche che il trattato di Lisbona sia espressione di burocrati, come dice Calderoli, i popoli dovrebbero capire (incluso i Padani) che se non si crea una Europa UNICA che includa anche i Balcani e la Turchia, andremo verso un disastro economico, prima, e poi uno politico e forse anche bellico, dopo. Se gli europei non capiscono che bisogna rinunciare alla sovranità delle famose “nazioni”, delle famose “cancellerie”, che hanno procurato tante guerre e una situazione economica ipovedente se non ceca, saremo “spazzati via” da Cina e India e poi sconfitti culturalmente dalle ondate nazionalistiche ultra religiose. Il voto irlandese fa il paio con l’opinione della metà dei Serbi e dei Croati, che non vogliono nemmeno cominciare a entrare in UE. I primi preferiscono addirittura Putin. Com’è possibile che l’UE sia riuscita a combinarne così tante da diventare zimbello odioso a Belgrado, Zagabria e Dublino? Ci pensino i Burocrati a spiegarcelo. Burocrati o meno, l’UE ha fallito, prima nel gestire le crisi belliche e poi nel gestire la propria immagine presso i popoli meno consapevoli. Nei Balcani ha combinato dei pasticci incredibili salvo poi farsi salvare, al solito, dai “cattivoni” americani. Unico dato positivo di un futuro fosco sarà che i localismi ottusi come la Lega, alla lunga saranno vaporizzati dai loro stessi elettori, quando si renderanno conto che le loro tasche saranno vuote. Ma ci vorranno molte sofferenze prima che questo accada. Ultimo: gli irlandesi li avete mai visti viaggiare in Europa? Forse li poteva convincere il Papa. Comunicare la democrazia e la burocrazia è molto più complesso che stimolare la diffidenza e poi l'odio. Così come l'amore è più faticoso e complicato dell'odio, che al genere umano viene proprio facile facile. Come facile facile ci viene l'ottusità che ci porta a considerare la "sicurezza" messa a rischio dai Rom e non da Camorra, N'drangheta e Cosa Nostra, che gestiscono 150 miliardi almeno dei nostri soldi, affossando la qualità e la sicurezza della nostra vita per davvero.
Tra ieri e oggi, dopo l'annuncio del ministro La Russa sull'invio di militari in aiuto alle forse dell'ordine, nelle città italiane, sia D'Avanzo che Scalfari hanno scritto apertamente di rischio di scomparsa della democrazia. Pannella ricorda come invece la democrazia in Italia sia scomparsa da anni. Regime "leggero", dice Bertinotti, che non si capisce perché non sia in vacanza o in ritiro permanente in qualche monastero.
Io penso che ai popoli occidentali della democrazia non gliene freghi niente, non vogliono nemmeno sapere cosa sia. Uniti a quelli orientali, che non l'hanno proprio nemmeno vista da lontano, i popoli di "maggioranza" vogliono avere i soldi per vivere bene e che nessuno rompa. Rimangono i popoli "minoranze", per i quali si battono alcune pittoresche organizzazioni occidentali.
In futuro rimarrà da scegliere fra essere governati da una democratura o da una vera e propria dittatura. Tra un sistema all'americana e uno alla russa, ambedue di notevole livello, per i fortunati. Oppure tra un sistema all'iraniana o uno alla birmana, per quelli proprio sfigati.
La democrazia scomparirà, non vedo proprio chi, come e quando potrebbe evitarlo.
postato da claudiogherardini |
giugno 15, 2008 11:27
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mercoledì, 30 aprile 2008
UNA DEMOCRATURA* LANCIATA VERSO UNA "GUERRA INCIVILE" ** ????
* dittatura camuffata da democrazia (cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Max_Liniger-Goumaz e http://it.wikipedia.org/wiki/Predrag_Matvejevi%C4%87)
**guerra civile invisibile e pertanto non identificabile, senza responsabili, anarcoide e selvaggia, senza freni e scrupoli, viscida e sfacciata, proprio perchè impunibile.
* Sbriciolamento della convivenza e della collettività tramite comportamenti oggettivamente contrari alla logica civile e spesso sanguinari (5800 vittime sulle strade italiane nel 2007 - 180 nel Comune di Roma).
* Slacciamento progressivo di ogni senso di attenzione e collaborazione e rilancio dei comportamenti soggettivamente prepotenti fino alla scomparsa di qualsiasi "rispetto" nei confronti di propri simili (prossimo).
* Ritorno allo schiavismo strisciante tramite una assidua pratica di sfruttamento e ricatto "ambientali". (vari morti al giorno nei luoghi di lavoro per deterioramento delle logiche di sicurezza,
* Impossibilità di far valere diritti elementari per il lavoratore che rischia l'infamia e la disoccupazione constantemente - ruolo ormai esautorato del sindacalismo).
* Educazione delle nuove generazioni a comportamenti e metodologie destinate a creare schiere di "sudditi" e mai di cittadini. Sudditi dediti al clientelismo e favoritismo come pratica di sopravvivenza da sviluppare distruggendo ogni solidarietà con i propri simili e coetanei e scatenando il classico "morte tua vita mia". Cancellazione di meriti e professionalità sostituiti da clientelismo e scambi di potere di tipo mafioso.
postato da claudiogherardini |
aprile 30, 2008 11:25
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venerdì, 22 febbraio 2008
Fiamme a Belgrado contro l'ambasciata USA. 70 feriti e un morto (secondo russiatoday sarebbero 150 i feriti)
Il mio primo pensiero è andato all'invidia che i nostri estremisti no global, quelli che ancora oggi vanno mascherati ai cortei, devono aver provato. Da noi in Italia, per fortuna, grande fortuna, non succederà mai più che vadano a fuoco le sedi diplomatiche americane. Almeno questo lo abbiamo raggiunto. Solo un governo irresponsabile come quello del 2001 potè causare un disastro come quello al G8 di Genova. Le forze dell'ordine eseguono quello che gli viene ordinato, se gli ordini sono chiari.
La manifestazione di ieri pomeriggio a Belgrado deve essere stata imponente davvero. I leader nazionalisti avevano sul palco star internazionali di origine serba come Kusturica, Bregovic, Jovovic. Non si può relegare solo agli estremisti una protesta legittima e largamente previdibile e prevista. I trecentomila in piazza, erano protagonisti di una manifestazione storica e non si meritavano quanto invece è stato permesso accadesse dopo, quando trecento ultras hanno messo a ferro e fuoco il centro della capitale serba. Viene il dubbio che le forze dell'ordine serbe non abbiano saputo intervenire. Chissà se lo hanno fatto per inesperienza oppure per, diciamo, negligenza.
Chi vi parla ha molti amici serbi ed è convinto che Belgrado, già oggi in fase di evoluzione, sia destinata a divenire la metropoli più importante del sud est europeo e anche oltre, forse. Se Milosevic non avesse deciso di creare la grande serbia portando poi alla distruzione di ogni cosa, probabilmente Belgrado sarebbe già nell'UE. Erano con Milosevic tanti occidentali e anche gli Stati Uniti. In Italia stavano con la volpe dei Balcani, Gianfranco Fini, che nel 1991 si reca a Belgrado per trattare con il governo serbo la questione dell'Istria e della Dalmazia, ove erano e sono presenti cospicue minoranze italiane, Cossutta, Diliberto e altri comunisti di varie razze, gli Agnelli, De Michelis, Lamberto Dini e anche infine i leghisti che oggi però approfittano della secessione del Kosovo per parlare della Padania libera. Fascisti e comunisti, in Italia, sono sempre stati uniti a favore dei serbi in quanto nemici ambedue dei croati.
L'altro ieri a Belgrado è sfilata una manifestazione di studenti che chiedevano di non bloccare l'avvicinamento all'Unione Europea in nome del Kosovo. Sono stati tacciati di tradire la serbitudine da parte degli ultranazionalisti che vorrebbero, come il Pope di Belgrado, inviare l'esercito verso il Kosovo.
Stamani, mentre il quotidiano il Manifesto inneggia ai manifestanti di Belgrado e attacca D'Alema, che comunque da tempo sarebbe dovuto andare in pensione, su Repubblica riappare la voce di Biljana Srbljanovic, una giovane intellettuale, regista, rappresentante di quella serbitudine che si fa amare per apertura mentale e voglia di confronto, che raccontò come a Belgrado non si sapesse niente della pulizia etnica effettuata in Kosovo da parte delle milizie serbe nel 97/98 e che seguì l'attacco ONU del 99 da Belgrado.
Scrive Biljana Srbljanovic su Repubblica, fra l'altro:
"................L'unico potere democratico che rappresenta il governo , il presidente Tadic, ha lasciato il paese nascondendosi dietro una visita imprevista in Romania, evitando così ogni responsabilità. Sul palcoscenico, durante i discorsi terrificanti che ricordano tantissimo i giorni cupi e violenti del governo Milosevic, c'erano il primo ministro Kostunica, l'uomo arrivato al potere dopo l'omicidio di Djindjic; accanto a lui Nikolic, il leader del più grande partito nazionalista e infine il principe serbo Karadjordjevic, pretendente al trono.
Tutto il giorno la polizia ha lasciato la città in mano ai teppisti per intervenire solo dopo che la situazione è diventata caotica, tanto da giustificare lo stato di emergenza...........la stessa polizia che ci ha picchiato per dieci anni durante tutte le manifestazioni pacifiche, la stessa polizia che nel '91 alla mia prima manifestazione, ho visto uccidere il mio più caro amico minorenne come me, la stessa polizia che conduceva l terrore in Kosovo........... L'indipendenza del Kosovo è un momento tragico per la storia serba. E' una grande perdita con le conseguenze che si sentiranno per tanto tempo. La gente è nascosta nelle case disperata e impaurita per quello che ci può ancora succedere. State con noi in questi giorni, basta con la politica di oppressione e con il disinteresse della comunità internazionale, la Serbia ha bisogno di amici e della possibilità, una volta per sempre, di uscire dal vortice della guerra." (Biljana Srblijanovic da Repubblica del 22 febbraio 2008)
Ancora una volta la Serbia è arrivata a un passo dall'uscire dal tunnel oscuro del passato e rischia di tornarci. Ora a Belgrado sale il favore verso Putin e la repulsione verso l'UE che ancora una volta si è mossa in modo disordinato e pusillanime. Putin è la soluzione per i Serbi? In effetti la Russia si sta comprando larghe porzioni delle privatizzazioni in atto in Serbia, le più vaste d'Europa. Ora avremo uno Stato filo russo e uno filo islamico confinanti in Europa?
Speriamo di no. Speriamo che non scatti il terrorismo dopo gli assalti ai confini e alle ambasciate e speriamo che prevalga la voglia di divenire un paese civile e non una democratura alla russa. Come ci chiede Biljana, non abbandoniamo i serbi ai loro leader peggiori, sosteniamo quegli studenti moderati.
postato da claudiogherardini |
febbraio 22, 2008 10:17
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mercoledì, 16 gennaio 2008
Il trappolone mediatico è scattato. Come tanti tiranni o despoti, anche l'Infallibile può ora dirsi vittima di persecuzione, anzi lo lascia dire ai cortigiani, e godere di una potente e prolungata fiammata a proprio favore. I Cristiani di nuovo perseguitati proprio a Roma (altrove del Vaticano si interessano meno). I professori non hanno capito che non è il periodo giusto per punire il Papa degli errori passati e hanno dato all'avversario la arma più potente. La retorica vittimista, quella per esempio che ha distrutto la Yugoslavia, ma anche creato il 3° reich e via e via...... Ruini gongolava oggi al TG2 intervistato dal baciapile di turno. "Poveri ragazzi e poveri professori, pensano di essere ancora nel 68". Ora gli toccherà perdonarli quei peccatori. Intanto trionfa la retorica e la demagogia dei "vincitori", dei professori e degli studenti, dei "rivoltosi" e dei "sovversivi", di chi è ormai quasi pronto a menare le mani. Mentre i boys preparano cori da stadio per domenica in piazza S. Pietro, finalmente Santa Romana Chiesa ritrova l'energia che scarseggiava. Ora sapete come scoppiano le guerre. A forza di trappole create dalle parti e nelle quali la parte di turno cade, si scivola sempre più in basso e si è sempre più disposti al peggio, cioè a fare di peggio e subire di peggio. Gli amici che la pensano diversamente non sono più amici, piano piano si frequenta solo le solite persone e si parla sempre delle solite cose, infossandosi in una gabbia mentale piena di livore generico, di risentimento a scroscio verso tutto e tutti, esclusi la cerchia ristretta e selezionata di quei "compagni" e non altri "compagni" (abbiamo non so quanti partitini e centri sociali, ognuno per conto proprio spesso detesta l'altro. I leader barbagianni ciarlano con toni sempre più accesi mentre fanno i loro calcoli, non per avere l'uovo oggi, ma per mangiarlo direttamente nel c.....della gallina (ormai quasi improduttiva se non morente), a danno ovviamente di tutti, incluso i loro stessi sostenitori ormai al delirio guerrigliero, al sogno realizzato di scatenare lo scontro. Convinti che avere ragioni significa avere il diritto di fare lo scontro. In questa occasione voglio utilizzare la famosa frase che certi dissero sui popoli balcanici negli anni 90: "Non esiste l'aggressore o l'aggredito, sono tutti colpevoli". Noi italiani? Gente votata alla guerra, o almeno così sembra vedendo dove stiamo andando".
Facciamo così: quelli che hanno letto tutto questo delirio se lo copino e incollino e se lo rileggano tra qualche anno, prima di gettarlo. 
postato da claudiogherardini |
gennaio 16, 2008 16:38
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domenica, 06 gennaio 2008
postato da claudiogherardini |
gennaio 06, 2008 11:03
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