Fiamme a Belgrado contro l'ambasciata USA. 70 feriti e un morto (secondo russiatoday sarebbero 150 i feriti)
Il mio primo pensiero è andato all'invidia che i nostri estremisti no global, quelli che ancora oggi vanno mascherati ai cortei, devono aver provato. Da noi in Italia, per fortuna, grande fortuna, non succederà mai più che vadano a fuoco le sedi diplomatiche americane. Almeno questo lo abbiamo raggiunto. Solo un governo irresponsabile come quello del 2001 potè causare un disastro come quello al G8 di Genova. Le forze dell'ordine eseguono quello che gli viene ordinato, se gli ordini sono chiari.
La manifestazione di ieri pomeriggio a Belgrado deve essere stata imponente davvero. I leader nazionalisti avevano sul palco star internazionali di origine serba come Kusturica, Bregovic, Jovovic. Non si può relegare solo agli estremisti una protesta legittima e largamente previdibile e prevista. I trecentomila in piazza, erano protagonisti di una manifestazione storica e non si meritavano quanto invece è stato permesso accadesse dopo, quando trecento ultras hanno messo a ferro e fuoco il centro della capitale serba. Viene il dubbio che le forze dell'ordine serbe non abbiano saputo intervenire. Chissà se lo hanno fatto per inesperienza oppure per, diciamo, negligenza.
Chi vi parla ha molti amici serbi ed è convinto che Belgrado, già oggi in fase di evoluzione, sia destinata a divenire la metropoli più importante del sud est europeo e anche oltre, forse. Se Milosevic non avesse deciso di creare la grande serbia portando poi alla distruzione di ogni cosa, probabilmente Belgrado sarebbe già nell'UE. Erano con Milosevic tanti occidentali e anche gli Stati Uniti. In Italia stavano con la volpe dei Balcani, Gianfranco Fini, che nel 1991 si reca a Belgrado per trattare con il governo serbo la questione dell'Istria e della Dalmazia, ove erano e sono presenti cospicue minoranze italiane, Cossutta, Diliberto e altri comunisti di varie razze, gli Agnelli, De Michelis, Lamberto Dini e anche infine i leghisti che oggi però approfittano della secessione del Kosovo per parlare della Padania libera. Fascisti e comunisti, in Italia, sono sempre stati uniti a favore dei serbi in quanto nemici ambedue dei croati.
L'altro ieri a Belgrado è sfilata una manifestazione di studenti che chiedevano di non bloccare l'avvicinamento all'Unione Europea in nome del Kosovo. Sono stati tacciati di tradire la serbitudine da parte degli ultranazionalisti che vorrebbero, come il Pope di Belgrado, inviare l'esercito verso il Kosovo.
Stamani, mentre il quotidiano il Manifesto inneggia ai manifestanti di Belgrado e attacca D'Alema, che comunque da tempo sarebbe dovuto andare in pensione, su Repubblica riappare la voce di Biljana Srbljanovic, una giovane intellettuale, regista, rappresentante di quella serbitudine che si fa amare per apertura mentale e voglia di confronto, che raccontò come a Belgrado non si sapesse niente della pulizia etnica effettuata in Kosovo da parte delle milizie serbe nel 97/98 e che seguì l'attacco ONU del 99 da Belgrado.
Scrive Biljana Srbljanovic su Repubblica, fra l'altro:
"................L'unico potere democratico che rappresenta il governo , il presidente Tadic, ha lasciato il paese nascondendosi dietro una visita imprevista in Romania, evitando così ogni responsabilità. Sul palcoscenico, durante i discorsi terrificanti che ricordano tantissimo i giorni cupi e violenti del governo Milosevic, c'erano il primo ministro Kostunica, l'uomo arrivato al potere dopo l'omicidio di Djindjic; accanto a lui Nikolic, il leader del più grande partito nazionalista e infine il principe serbo Karadjordjevic, pretendente al trono.
Tutto il giorno la polizia ha lasciato la città in mano ai teppisti per intervenire solo dopo che la situazione è diventata caotica, tanto da giustificare lo stato di emergenza...........la stessa polizia che ci ha picchiato per dieci anni durante tutte le manifestazioni pacifiche, la stessa polizia che nel '91 alla mia prima manifestazione, ho visto uccidere il mio più caro amico minorenne come me, la stessa polizia che conduceva l terrore in Kosovo........... L'indipendenza del Kosovo è un momento tragico per la storia serba. E' una grande perdita con le conseguenze che si sentiranno per tanto tempo. La gente è nascosta nelle case disperata e impaurita per quello che ci può ancora succedere. State con noi in questi giorni, basta con la politica di oppressione e con il disinteresse della comunità internazionale, la Serbia ha bisogno di amici e della possibilità, una volta per sempre, di uscire dal vortice della guerra." (Biljana Srblijanovic da Repubblica del 22 febbraio 2008)
Ancora una volta la Serbia è arrivata a un passo dall'uscire dal tunnel oscuro del passato e rischia di tornarci. Ora a Belgrado sale il favore verso Putin e la repulsione verso l'UE che ancora una volta si è mossa in modo disordinato e pusillanime. Putin è la soluzione per i Serbi? In effetti la Russia si sta comprando larghe porzioni delle privatizzazioni in atto in Serbia, le più vaste d'Europa. Ora avremo uno Stato filo russo e uno filo islamico confinanti in Europa?
Speriamo di no. Speriamo che non scatti il terrorismo dopo gli assalti ai confini e alle ambasciate e speriamo che prevalga la voglia di divenire un paese civile e non una democratura alla russa. Come ci chiede Biljana, non abbandoniamo i serbi ai loro leader peggiori, sosteniamo quegli studenti moderati.
