claudioghera

   "L'aggressività umana è istintuale. Gli esseri umani non hanno sviluppato alcun meccanismo ritualizzato di inibizione dell'aggressività a favore della sopravvivenza della specie. Per questa ragione l'uomo è considerato un animale molto pericoloso" Konrad Lorenz.........Per rilassarvi ascoltate questo clip di Musetta (http://www.myspace.com/musettamusic ) e poi passate ai post scorrendo sotto....

..

Se cliccate sul segnalino nella mappa potete vedere dove mi trovo.

 



link
il mio sito personale
il mio archivio
oggi
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
novembre 2006
ottobre 2006
ottobre 2004
settembre 2004
febbraio 2004
le mie categorie
194
aborto
abruzzo
adl
afghanistan
africa
albanese
albania
al gore
amato
amore
anna politkovskaya
anselmi
antagonisti
antignan
antimafia
antiracket
arezzo
arlo bigazzi
arte moderna
astrologia
ataf
ateismo
bagnasco
balcani
balcani banja luka srpska bosnia
banche
bandabardò
bandito
banja luka
barcellona
bassilichi
belgrade
belgrado
benvenuti
benzinai
beograd
berlusconi
berlusconi italia politica firen
bersani
bertinotti
betori
binetti
birmania
black bloc lioce dantona terrori
boia
bonaiuti
bondi
bonino
borghezio
bosnia
bush
bush usa democrazia afghanistan
calderoli
camerun
cani randagi
capodiavolo
caruso
casarini
casini
cattolici
cat stevens
cgil
chavez
cina
cioni
civiltà
clagher
claire hammill
comune di firenze
comunisti
confindustria
corleone
cossutta
cpt
cristiani
croazia
crociate
dalai lama
dalema
death penalty
death row
della valle
demo
democratura
democrazia
de magistris
diliberto
dio
disobbedienti
di pietro
dolcezza
dominici
droga
duomo
duomo firenze
elba
englaro
enzo biagi
erzegovina
estinzione umana
falsi invalidi
fascismo
fascisti
fassino comunismo ds
ferrara
festival della creatività
fiat
finanza
fini
fiorentina
firenze
florence
fondamentalismo
franchismo
g8
gabbiani
galeria
galli
gheddafi
gherardini
gianni agnelli
giustizia
gozzini
grasso
hack
hamas
iannazzo
immigrati
ingmar bergman michelangelo anto
intercettazioni
irenze immigrati berlusconi g8 a
irlanda
italia
italia arezzo wave
italy
kosovo
lampedusa
lario
lavavetri
la licata
la russa
la sapienza
lega
lega nord
letizia
liberazione
libia
lisbona
livia turco
lombra del vento
lo piccolo
luxuria
mafia
magistratura
manifesto
marceau
marco quinti
marianne dissard
marini
maritain
maroni
mastelcard
mastella
materiali sonori
matteo renzi
mecacci
migranti
mills
minoranze etniche
minority
modena
montalcini
montezemolo
moratti
morgana edizioni
mosca
multe
myamar
ndrangheta
negrita
nencini
noemi
obama
odette tips
onu
operai
oporto
ortoleva
osservatorio balcani
pace
pacifismo
palermo
palestinesi
palumbo
pannella
papa
parisi
partito democratico
partito radicale
partito radicale transnazionale
paura
pau
pdci
pdl
pd
pelù
pena di morte
pierluigi vigna
piero grasso
piombino
pizzo
pm 10
policemen
politica
polizia
polonia
porto
portogallo
prandelli
pratovecchio
prijedor
pristina
prodi
progetto prijedor
proibizionismo
provenzano
putin
putin pacifisti dario fo zanotel
quarter
radicali
radioradicale
radiowave
ratzinger
razzismo
rebiya kadeer
renzi
riciclaggio
ricucci
risaliti
rock
roma
romania
rom
rumeni
rutelli
sarajevo
sarkozy
saviano
scartati
sca
scooter
serbia
sergio talenti
sesso orale in georgia
sicilia
sicurezza
skender vakuf
società per le idee
sofri
southern cameroons national coun
spatafora
srbija
srbljanovic
srpska
stella
stelle
storace
strada grillo rivoluzione italia
sudafrica
tasse
tassisti
taxi
telefonini
terremoto
thyssenkrupp
tibet
torino
tor di quinto
toscana
toscana pisa siena aereoporti vi
trento
troschisti
tuscany
tutu
umanità
unione europea
unipol
unità
universo
uomini tonno
urguri
urumchi
usa
vasari
vaticano
vazzaz
veltroni
video
vigili urbani
violenza
visco
webcam
world uyghur congress
zafon
counter
*loading* visite



sabato, 25 settembre 2004
 


La città di rovigno sullo sfondo di un tramonto di giugno (Istria 2004)
postato da claudiogherardini | settembre 25, 2004 16:56 | commenti (1)
 

Dalla Bosnia alla Polonia un filo rosso sangue.
Bastera' dire mai piu'?
(Guidando una vecchia auto tedesca da Mostar a Varsavia attraverso ponti vecchi e nuovi, macerie e grattacieli, ombre e speranze di popoli marchiati dalla storia)

Varsavia 31 luglio 2004.
Dalla finestra davanti al tavolo dal quale scrivo vedo i grattacieli di cristallo fiammante che crescono nel centro della capitale della moderna Polonia ormai entrata nel consesso dell'Unione Europea. In mezzo, la torre di un monumentale edificio da realismo socialista che ormai e' diventato una multisala e non fa piu paura a nessuno. Giu' in basso poveri mercatini e tanti mendicanti sono attorniati da grandi magazzini e fast food e sono poche le trabant e le wartburg a due tempi che ancora circolano nel traffico spesso caotico fatto di auto moderne. La Skoda ormai e' tedesca. Il regime comunista reale sembra davvero scompardo. Ma oggi ricorre un anniversario che in molti non hanno voluto ricordare per 60 anni. Non l'insurrezione del ghetto ebraico, di cui, per fortuna, tutti hanno memoria, ma l'insurrezione di Varsavia, dei suoi cittadini, tanto disperati e inermi da trovare il coraggio di affrontare la wermacht. Il 31 luglio 1944. Duecentomila morti di cui ventimila ragazzini, caduti sotto l'ordine di Himmler che non voleva prigionieri prima di lasciare la citta', di fronte alla inesorabile avanzata dell'armata rossa che pero' rimase a guardare il massacro di la' dalla Vistola per motivi che, almeno ufficialmente, ancora non si conoscono. I piu' "malevoli" dicono che nemmeno ai comunisti sovietici andassero a genio i polacchi, specialmente i protagonisti dell'insurrezione eroica e disperata per disparita' di mezzi, contro i nazisti. Infatti molti di loro, una volta istallato il nuovo regime, finirono in carcere. Erano scomodi e antipatici perche' non amavano. Mosca. Probabilmente mostravano di non gradire il fatto di essere passati da un padrone ad un altro, e che padrone....
Naturalmente questa serie di scempi osceni ai danni di un intero popolo furono possibili grazie alla "indifferenza" delle potenze occidentali. (Oggi diremmo forse - meglio cosi'- visto i guai che portano gli "interventi di polizia" occidentali, ma allora si dovrebbe lasciare ogni dittatore libero di massacrarea piacimento?)
Da giorni Varsavia pullula di boy scout polacchi, in uniformi d'epoca, che ricordano e rievocano le gesta dei loro coetanei del '44 che si fecero uomini e affiancarono la resistenza anti nazista. Sono tante le manifestazioni in corso in una citta' imbandierata percorsa da drappelli di guardie abbigliate con abiti d'epoca, da veterani con le loro vere uniformi e le loro medaglie conquistate sul campo e da un enorme spiegamento di forze di polizia e di agenti di societa' di "security" private, i quali dall'aspetto, rassicurano ben poco a dire il vero.
Per questo primo agosto 2004, infatti, arrivano per la prima vera celebrazione di una insurrezione tenuta fino a oggi nei cassetti della "politica" mondiale Il Segretario di Stato USA Colin Powell, in piena attivita' bellica, visto che arriva da Bagdad, e, per la prima volta da quando ,oltre trent'anni fa Willy Brandt si inginocchio' nel ghetto ebreo di Varsavia, un cancelliere tedesco,Gerard Schroeder, torna qui per chiedere perdono .
In rappresentanza della Russia e' stato invitato solo l'ambasciatore di mosca in Polonia e questo deve pur significare qualcosa.
Viene da pensare che i polacchi siano sempre stati un popolo poco amato da est a ovest da nord a sud. La Polonia non sara' per caso stata troppo "li' in mezzo" a ostacolare le manie dei dittatori sanguinari dei secoli scorsi?
Chi scrive ha esperienza di balcani e cosi' viene in mente che ci sono sempre popoli che hanno la disgrazia di trovarsi in mezzo a paesi governati da dittatori. I Bosniacchi, non volevano essere ne' cattolici, ne' ortodossi, ne' ultras islamici. Volevano la loro Bosnia laica e ora sono stati decimati e hanno reagito divenendo "il cuneo dell'islam in Europa". Il tutto reso possibile,in fin dei conti, come sempre, per la "pigrizia" delle potenze che controllano l'ONU.
Il parlamento polacco ha proclamato l'insurrezione di Varsavia come l'evento piu' importante della storia della Polonia moderna, due giorni fa. Nella stessa seduta ha chiesto alla Germania di facilitare una ricostruzione degli eventi del 44 in modo da individuare responsabilita' e vicende che chiariscano come fu possibile un massacro immane e la distruzione totale di tutti gli edifici di Varsavia.
I rancori si sono assopiti anche se in germania "polacco" significa sfaticato, per usare un termine soffice, e in Polonia, tedesco, significa ancora prepotente. Ma dopo la celebrazione del martirio dovranno accadere ancora altri eventi e si dovranno svelare altri tabu' prima che la seconda guerra mondiale e le atrocita' di Hitler e Stalin vengano archiviate per sempre.
Si pensi che esiste anche un contenzioso da parte dei duecentomila tedeschi fuggiti dalla Polonia che vorrebbero un risarcimento per i beni confiscati nel dopoguerra. A questo proposito Schroeder e' comunque stato chiaro, nessuna richiesta del genere arrivera' da Berlino.
Arrivando da Mostar, via Croazia, Slovenia, Austria, Slovacchia, Repubblica Ceca, ne abbiamo incontrati di popoli e minoranze che raccontano di ingiustizie, di repressioni, di guerre e di fughe su e giu' per fiumi, pianure e alture. Viene da pensare che in mezzo e Ucraina, Slovacchia, Boemia, e via dicendo, siano pochi a poter dire di essere originari dei luoghi dove vivono. Le frontiere sembrano grottesche rappresentazioni di divisioni impossibili, fino a quella tra Repubblica Ceca e Slovacchia, creata senza nemmeno chiedere l'opinione dei cittadini cecoslovacchi, circa 12 anni fa e gia' evanescente, tra due paesi ambedue parte della UE, destinati a breve a una moneta comune. Una frontiera durata poco piu' di dieci anni.
Dividere i popoli in base alla politica, creare frontiere, ignorare poi i segnali di sofferenza dalle minoranze, porta inevitabilmente al rischio catastrofe.
"......e non dite "allargamento dell'Europa" parlando di paesi che sono sempre stati europei", ci ha ammonito Predrag Matvejevic, parlando a Mostar a un convegno organizzato per avversare l'idea, mostruosa, gia' in atto, di privatizzare l' acqua potabile nel mondo. Matvejevic, saggio e storico serbo croato di Mostar, che ama tanto paesi slavi e latini da sognare un ponte sull'Adriatico, dopo aver rivisto il ponte di mostar ricostruito.
Uniati, Russini, Ungheresi di Slovacchia, tedeschi di Polonia, e poi decine di migliaia di emigrati, profughi, malati che arrivano dalla Cecenia, dalla Georgia, dalle aree di crisi. All'ospedale di Graz, in Austria, per curare un Ceceno vittima delle truppe di Mosca o della guerriglia, magari si deve passare da un paio di altre lingue in mancanza di improbabili interpreti in tedesco.

Salendo dalla Bosnia alla Polonia abbiamo infine trovato il vero capolinea della Storia europea, il limite raccapricciante raggiunto nel continente e
che altrove si sta comunque da tempo superando, Ruanda e Sudan per fare due esempi. Ma la scientifica pianificazione della tortura e della morte, praticate alla massima potenza, la metodica e pedissequa ripetizione in serie della sottrazione della vita da un corpo umano , ha il suo capolinea finale a Auschwitz, che una recente pubblicazione, ben visibile dagli scaffali delle librerie polacche, definisce, LA RESIDENZA DELL'INFERNO.

E a uno di quegli scaffali, a Cracovia, ho visto un uomo accovacciato, poteva avere 40 anni, abiti lisi e polverosi, poteva essere un muratore in abiti da lavoro, forse non poteva permettersi di acquistarlo quel libro su Auschwitz, ma singhiozzava, quell'uomo, sfogliando quelle foto che raccontano la residenza dell'Inferno. Raccontano quanto puo' essere mostruosa la mente umana. Singhiozzava, dopo 60 anni.
Allora mi sono chiesto, pensando alle lacrime dei miei amici bosniaci, alle macerie balcaniche, se davvero bastera' dire MAI PIU' per non ripetere ancora scempi come questi....e non mi sono dato alcuna risposta. Ho avuto pero' un pensiero chiaro, che ho collegato come non lo so, a auschwitz: chi costruisce sistemi di morte oppure muri, siano luoghi di tortura o confini prigione, si candida a un destino infausto. La fine del nazismo e il crollo del muro di Berlino, la fine di Saddam e di Milosevic, dopo quelle di Honecker e Ceauscescu dovrebbero insegnari qualcosa ai moderni ingegneri della chirurgia etnica. Speriamo.
Rimane la voglia di raccontare ancora, quanto prima, di altra gente, altre storie, per aiutare per quanto possibile, da eterno ignorante, incompetente, ingenuo scribacchino, a ricordare, a capire.
claudio gherardini -2004
(Questo viaggio a est e quanto ne rimarra' nella nostra e vostra memoria, e' stato possibile grazie a Elisa Dandria, Riccardo Michelucci, Marco Quinti. Per le dirette radiofoniche avvenute tra il 21 e il 30 luglio, direzione e coordinamento di Raffaele Palumbo e Domenico Guarino - copyleft Claudio Gherardini - CONTRORADIO 2004- www.controradio.it - contatto email: gherardini@controradio.it - ICQ 74274967)
postato da claudiogherardini | settembre 25, 2004 16:35 | commenti